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Sicurezza informatica in sanità: dai rischi alle soluzioni possibil
16 novembre 2025

Sicurezza informatica in sanità: dai rischi alle soluzioni possibil

In un sistema sanitario sempre più digitale, la sicurezza informatica non è più un tema “tecnico”, ma una componente essenziale della qualità delle cure. Cartelle cliniche elettroniche, telemedicina, app sanitarie e dispositivi medici connessi espongono strutture e pazienti a rischi crescenti, che i criminali informatici sono pronti a sfruttare.

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Immaginiamo, ad esempio, che una piccola struttura sanitaria venga colpita da una campagna di phishing: un’e-mail ben costruita induce un’impiegata a inserire le proprie credenziali su un sito falso. Da lì, l’attaccante ottiene accesso al gestionale clinico e scarica dati sensibili dei pazienti, comprese diagnosi e terapie.

Tra questi pazienti c’è Sarah Johnson, 35 anni, insegnante. Qualche settimana dopo scopre che qualcuno ha utilizzato i suoi dati per acquistare farmaci, aprire pratiche assicurative fraudolente e tentare altre operazioni a suo nome. Per Sarah questo si traduce in stress, perdita di tempo e un danno concreto alla sua vita privata e professionale.

Questo esempio mostra come gli incidenti di sicurezza nel settore sanitario non siano “solo” una questione di dati: possono bloccare interi servizi, mettere a rischio l’incolumità dei pazienti e, in caso di ransomware, paralizzare il funzionamento di ospedali e ambulatori.

Per sfruttare i benefici della digitalizzazione e della telemedicina senza esporre pazienti e strutture a conseguenze potenzialmente devastanti, la sicurezza informatica in sanità deve diventare una priorità strategica e continua.

Di seguito analizziamo che cosa intendiamo per sicurezza informatica sanitaria, quali sono i principali rischi, le possibili contromisure tecniche e organizzative e il ruolo degli standard internazionali.

CHE COS’È LA SICUREZZA INFORMATICA IN AMBITO SANITARIO

Per “sicurezza informatica sanitaria” si intende l’insieme di misure tecniche, organizzative e procedurali adottate per prevenire, individuare e gestire il crimine informatico che coinvolge dati e sistemi sanitari.

Le soluzioni di cybersecurity in sanità hanno due obiettivi principali:

  • proteggere la riservatezza e la sicurezza delle informazioni dei pazienti;

  • garantire integrità, disponibilità e continuità dei sistemi e delle infrastrutture critiche su cui si fonda l’erogazione delle cure.

La sicurezza informatica, quindi, non è soltanto un requisito normativo, ma una condizione essenziale per:

  • mantenere la fiducia dei pazienti;

  • assicurare la continuità operativa delle strutture;

  • dimostrare conformità a leggi e standard di settore.

L’ambito di intervento è molto esteso: va dalle pratiche di base (formazione del personale, gestione delle password, aggiornamenti software regolari) a misure avanzate, come segmentazione di rete, monitoraggio continuo e protezione dei dispositivi medici connessi (risonanze magnetiche, sistemi radiologici, dispositivi IoT sanitari, pompe da infusione ecc.), che sono ormai parte integrante delle reti sanitarie moderne.

I PRINCIPALI RISCHI DI SICUREZZA INFORMATICA NELLA SANITÀ

Le organizzazioni sanitarie sono sistemi complessi, fatti di molte componenti interconnesse. Questa complessità crea inevitabilmente punti deboli che gli attaccanti cercano di sfruttare.

Tra le vulnerabilità più frequenti possiamo individuare:

  • Sistemi legacy
    Molte strutture utilizzano ancora software, applicativi o sistemi operativi datati e non più supportati. Questi ambienti espongono vulnerabilità note che possono essere facilmente sfruttate per ottenere accesso non autorizzato.

  • Dispositivi medici non adeguatamente protetti
    Dispositivi connessi come macchine RM, monitor multiparametrici, cardiofrequenzimetri o dispositivi IoT sanitari possono essere compromessi se non vengono configurati e gestiti con protocolli sicuri, patch regolari e controlli di accesso appropriati.

  • Errore umano
    Operatori sanitari e personale amministrativo possono cadere vittime di e-mail di phishing, allegati malevoli o link fraudolenti, consentendo di fatto agli attaccanti di entrare nei sistemi interni.

  • Rischi legati a fornitori e terze parti
    I dati sanitari sono spesso condivisi con laboratori, partner tecnologici, fornitori di servizi IT o cloud. Se questi soggetti non hanno misure di sicurezza adeguate, l’intera filiera può diventare vulnerabile.

Questi punti di fragilità espongono le strutture sanitarie a una vasta gamma di minacce: dal malware al ransomware, dalle frodi basate su phishing a manipolazioni sui sistemi clinici.

La percezione può essere quella di un rischio costante e diffuso, ma esiste una serie di azioni concrete che possono ridurre rapidamente l’esposizione alle minacce.

METTERE IN SICUREZZA I DISPOSITIVI MEDICI CONNESSI

I dispositivi medici rappresentano uno snodo cruciale per la telemedicina e per la cura in tempo reale dei pazienti. Se non adeguatamente protetti, possono diventare un punto di ingresso per l’attaccante o, nel peggiore dei casi, uno strumento per alterare terapie e monitoraggi.

I motivi di vulnerabilità sono diversi:

  • utilizzo di sistemi operativi obsoleti o non più supportati;

  • assenza di crittografia nelle comunicazioni dei dati;

  • collegamento a reti non segmentate o non sicure;

  • protezione debole o assente di password e meccanismi di autenticazione.

Per mitigare questi rischi, alcune azioni chiave sono:

  • Cifratura e controllo degli accessi
    Utilizzare protocolli di crittografia robusti, gestire in modo sicuro le credenziali e implementare controlli di accesso basati sui ruoli riduce la possibilità di accessi non autorizzati ai dispositivi.

  • Valutazioni periodiche del rischio
    Eseguire verifiche regolari di sicurezza sui dispositivi e sulle reti cui sono collegati consente di individuare per tempo vulnerabilità, configurazioni errate o componenti non aggiornate.

  • Segmentazione di rete
    Separare la rete dei dispositivi medici dal resto della rete aziendale permette di circoscrivere eventuali compromissioni e, se necessario, “mettere in quarantena” sistemi sospetti senza bloccare l’intera infrastruttura.

  • Formazione mirata del personale clinico e tecnico
    Spiegare in modo pratico gli impatti di una cattiva gestione delle password, delle porte USB, delle credenziali condivise o dei dispositivi portatili aiuta a prevenire molti incidenti.

A livello di sistema, il settore sanitario deve continuare a collaborare con regolatori, produttori di tecnologie e policy maker per aggiornare requisiti, controlli e linee guida. Sempre più spesso, le autorità richiedono evidenze specifiche di sicurezza informatica come condizione per l’autorizzazione all’uso di determinati dispositivi o sistemi, insieme a piani di gestione del rischio e di sorveglianza post-implementazione.

COME RAFFORZARE LA SICUREZZA INFORMATICA DELLE STRUTTURE SANITARIE

Per affrontare in modo efficace le vulnerabilità descritte, è indispensabile lavorare su tre assi principali: persone, tecnologia e processi.

  1. Persone: consapevolezza e formazione
    Il personale, amministrativo e sanitario, deve conoscere i rischi di base (phishing, ransomware, furto di credenziali, uso improprio dei dati) e saper riconoscere situazioni sospette. Anche la sola capacità di distinguere una e-mail lecita da una potenzialmente fraudolenta può prevenire molti incidenti.

  2. Tecnologia: visione d’insieme dell’ecosistema digitale
    È necessario mappare e comprendere l’intera infrastruttura:

    • dispositivi medici intelligenti,

    • PC, server, sistemi di storage,

    • reti cablate e Wi-Fi,

    • applicativi clinici e gestionali,

    • soluzioni di telemedicina e servizi cloud.

    Solo con una visione completa è possibile definire un’architettura di sicurezza coerente, evitare “isole” incontrollate e identificare i punti più esposti.

  3. Processi: integrazione della sicurezza nei flussi di lavoro
    La cybersecurity deve essere inserita nei processi quotidiani: gestione accessi, onboarding e offboarding del personale, gestione degli aggiornamenti, gestione delle modifiche ai sistemi, procedure di risposta agli incidenti, continuità operativa e disaster recovery.

Spesso, per affrontare questi temi, è utile coinvolgere competenze esterne specializzate.

I servizi di sicurezza informatica per il settore sanitario possono includere:

  • Valutazioni del rischio e monitoraggio continuo
    Attraverso soluzioni come SIEM (Security Information and Event Management), sistemi di rilevamento e prevenzione delle intrusioni e servizi di threat intelligence, è possibile individuare tempestivamente anomalie, tentativi di attacco e violazioni in corso.

  • Preparazione e risposta agli incidenti
    Simulazioni di attacco (ad esempio esercizi di phishing simulato o penetration test) aiutano a testare la resilienza dei sistemi. In caso di incidente reale, la presenza di un piano strutturato di incident response consente di contenere il danno, ripristinare i servizi e comunicare in modo trasparente con utenti e autorità.

  • Politiche e conformità
    Le organizzazioni sanitarie devono allineare le proprie policy alle normative nazionali e internazionali (privacy, sicurezza, accreditamenti, requisiti dei regolatori). Politiche chiare, documentate e applicate in modo coerente permettono di dimostrare conformità e di ridurre l’esposizione a sanzioni e contenziosi.

STANDARD E NORME DI RIFERIMENTO

Per costruire un sistema di sicurezza informatica solido e strutturato, la sanità può fare riferimento a diversi standard internazionali:

  • ISO/IEC 27001 – Sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni (ISMS)
    Definisce i requisiti per impostare, mantenere e migliorare un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni basato su un approccio per processi e sulla gestione del rischio.

  • ISO/IEC 27002 – Controlli di sicurezza delle informazioni, cybersicurezza e protezione della privacy
    Offre una serie strutturata di controlli (misure tecniche, organizzative e fisiche) e linee guida per la loro implementazione.

  • ISO/IEC 27701 – Estensione a ISO/IEC 27001 e 27002 per la gestione delle informazioni sulla privacy
    Introduce il concetto di sistema di gestione delle informazioni sulla privacy (PIMS), utile per la protezione dei dati personali in conformità ai requisiti di normativa privacy.

  • ISO 27799 – Sicurezza delle informazioni in sanità
    Fornisce indicazioni specifiche su come applicare la ISO/IEC 27002 al contesto sanitario, concentrandosi sulla protezione delle informazioni sanitarie e delle cartelle cliniche.

  • ISO/IEC 27017 – Sicurezza per i servizi cloud
    Definisce controlli supplementari e linee guida per provider e clienti di servizi cloud, chiarendo responsabilità e ruoli nella gestione della sicurezza dei servizi ospitati in cloud.

L’adozione di questi standard consente alle strutture sanitarie di:

  • avere un quadro di riferimento chiaro per la gestione della sicurezza;

  • migliorare in modo sistematico i propri processi;

  • dimostrare a pazienti, partner e autorità un impegno concreto e misurabile nella protezione dei dati.

COSTRUIRE UNA CULTURA DELLA SICUREZZA INFORMATICA IN SANITÀ

Come nella medicina, anche nella cybersecurity vale il principio della prevenzione: è molto più efficace (e meno costoso) prevenire un incidente che gestirne le conseguenze.

La sicurezza informatica in sanità non coincide con l’acquisto di una nuova tecnologia o di un singolo prodotto. È soprattutto una questione di cultura organizzativa:

  • mettere la sicurezza dei dati e dei sistemi tra le priorità strategiche;

  • coinvolgere la direzione nel definire obiettivi, risorse e responsabilità;

  • rendere tutti, dal top management al personale di reparto, consapevoli del proprio ruolo nella protezione dei dati dei pazienti.

La leadership, in particolare, ha il compito di:

  • approvare e finanziare le iniziative di sicurezza;

  • dare l’esempio nel rispetto delle policy;

  • promuovere una comunicazione chiara e continua sul tema.

I pazienti – come Sarah – non dovrebbero doversi preoccupare di cosa accade alle loro informazioni quando varcano la porta di uno studio medico o di un ospedale. Dovrebbero poter confidare che la struttura protegga i loro dati con la stessa cura con cui protegge la loro salute.

Perché questo sia possibile, la sicurezza informatica deve essere integrata nel tessuto operativo quotidiano: processi, procedure, tecnologie e comportamenti.

Attraverso un impegno continuo, una gestione consapevole del rischio e una comunicazione trasparente, le organizzazioni sanitarie possono costruire una cultura della sicurezza resiliente, capace di adattarsi all’evoluzione delle minacce e di tutelare realmente pazienti, professionisti e servizi essenziali.

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